nome: Pierluigi Patruno (Pier)
strumento: voce
segno zodiacale: acquario
influenze: rock nu-metal crossover elettronica / incubus alter bridge ratm j.buckley n.cave bjork depeche mode subsonica
hobby: libri scrittura cinema programming? provare a smettere di fumare
Londra, Agosto 2004
Più scorre il tempo e più mi rendo conto di aver già cominciato a convivere con una strana sensazione, come una sorta di energia confusa, una nuova armonia caotica, mai percepita in passato.
I colori si fondono sotto panni di significati differenti e strani pensieri affollano la mia mente, ora che sto camminando tra una folla di volti sconosciuti.
Avverto così, in questo preciso momento, che i miei occhi, forse per la prima volta, riescono realmente a vedere.
Accade al cospetto di una gracile donna scolpita dal tempo, la quale, con fare sicuro e cortese, mi sta mostrando le sue numerose figlie, l’una talmente differente dall’altra che stento a credere siano sorelle, pur essendo ognuna perfetta a suo modo.
Ed io, che mi scopro ancora un bambino, provo soggezione dinnanzi a tali gemme così pure e allo stesso tempo così oscure; il mio sguardo tenta di fuggire, non vuole scalfire i loro volti, crede di saperne abbastanza, vivendo dopo un istante già del solo ricordo.
Poi un suono, la voce avvolgente della madre cattura tutti i miei sensi, mi stordisce e inebria, mi confonde, ma poi comprendo…è arrivato il momento di decidere, mi sta esortando a scegliere una figlia!
Poso istintivamente la mia attenzione su ogni volto, ostentando una pallida sicurezza, ma è così difficile! Mille domande attanagliano la mia mente… Quale potrebbe essere quella giusta per me? Quale sarei in grado di soddisfare appieno? Come poter perdere le altre, così tremendamente perfette?
La mia mano, il mio braccio, l’intero mio corpo freme…
Intanto il tempo scivola silenzioso e presto tutto potrebbe svanire, dissolversi in una nube di fumo che spinta dal vento rivelerebbe nuovamente la mia fragilità.
Fino a quando un’ultima palpitazione, e i miei muscoli diventano leggeri. Il lento battito delle palpebre svela alle pupille il mio dito proteso verso una figlia.
E tutto scompare, non una traccia, solo la donna al mio braccio… |